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PERCHE’ “PAPA” FRANCESCO CONTRO LA MASSONERIA ? SE SA PARLI ! di Aldo A. Mola

Riporto qui di seguito le riflessioni dell'amico fraterno Aldo A. Mola - storico di fama nonché Direttore del Centro per la Storia della Massoneria - a proposito delle recenti assurdità proferite dal Sig. Jorge Mario Bergoglio - proclamato papa dei cattolici con il nome di Papa Francesco - a proposito di presunte lobbies gay e massoniche.

Il Sig. Bergoglio dovrebbe piuttosto prendersela con una ed una sola lobby, potentissima e dannosissima da secoli, ovvero la lobby Vaticana.

La verità, ad ogni modo, presto o tardi si farà strada.

L.B.




PERCHE’ “PAPA” FRANCESCO CONTRO LA MASSONERIA? SE SA PARLI!

di Aldo A. Mola

Da Pio XII al 29 luglio 2013, nessun papa aveva più nominato la Massoneria in alcun documento della Chiesa cattolica. L’attuale vescovo di Roma, Francesco (Bergoglio) S.J., che non tiene al titolo di papa, dichiara che non “condanna” gli omosessuali in cerca della Chiesa cattolica ma la (o le?) loro (quali?) lobbies; e, per chissà quale strana associazione di pregiudizi, deplora altre lobbies, inclusi i massoni. A quali fatti documentati si riferisce? Se sa parli! Anzi, si rivolga ai tribunali competenti. Oppure eviti condanne generiche, fonite di ben note discriminazioni e persecuzioni.

V’è da domandarsi quali letture il vescovo di Roma abbia fatto sulla Massoneria, oltre ai romanzi di Antonio Bresciani, e quali ubbie conservi al riguardo. Auspichiamo che in cartella, accanto al rasoio (attrezzo pericoloso e minace) il vescovo di Roma metta anche uno specchietto per vedervi riflesse altre lobbies e la memoria delle sofferenze che uomini liberi e di buoni costumi hanno vissuto solo perché aggregati in un Ordine, la massoneria, un umanesimo filantropico ed educante che, pur tra errori e discontinuità, affratella al di là di ogni discrimine: di etnia, ideologie, lingua e religione. Non v’è motivo di farsi trascinare da una provocazione, forse non occasionale, forse strumentale. Gli uomini liberi guardano con indulgenza decine di vescovi che si sbracciano in inni e canti; sanno di dover tutelare il diritto di non associarsi al coro, la libertà di tenersi lontani dalle piazze, teatri di fanatismo; e continuano a percorrere la via maestra della razionalità. In silenzio operoso.

Aldo A. Mola
Direttore del Centro per la Storia della Massoneria

Pubblicato il 31/7/2013 alle 12.25 nella rubrica SPIRITUALITA' - GNOSI - TEOSOFIA.

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