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Perché i laici ed i fautori della libertà non vincono e non vinceranno mai ? (all'ombra degli a-socialnetwork)



"Sincretismo di follie", opera di Fabio Siena

Divisioni.

Divisioni storiche, politiche, antropologiche forse.

Mentali, diremmo, piuttosto.

Perché mai i cosiddetti “laici”, ovvero coloro i quali si battono da sempre per un mondo più libero, non bigotto, ove l'individuo sia al centro della politica e non viceversa, sono da sempre una cultura minoritaria in Italia ?

Me perché prevalgono da sempre inutili ed assurde divisioni.

E' così, sin dai tempi in cui i mazziniani volevano contrapporsi ai garibaldini e viceversa. Eppure entrambi si battevano per un'Italia unita, libera, laica, sovrana e repubblicana.

Anche le più recenti astruse contrapposizioni fra i sostenitori di Ilona Staller e quelli di Moana Pozzi hanno fatto sì che le battaglie sulle libertà sessuali, la lotta alla corruzione ed al malaffare politico, fossero meno incisive.

Eppure si alimentano, tanto per il gusto di alimentarle, anche alla faccia di persone che non sono più in vita. Pace all'anima loro.

Osserviamo, del resto, chi abbiamo al Governo e quali sono i nostri “rappresentanti” (chiamiamoli pure così), in Parlamento. I rappresentanti della cultura antilaica, antiliberale, antilibertaria, mediatica e bigotta del nostro Paese.

Ora, forse si dirà che sto semplificando, ma, nella mia semplificazione, scrivo semplicemente ciò che vedo e che ho visto in diciotto anni di attività-osservazione politica.

Un'osservazione che mi ha portato, all'età di trentaquattro anni, alla più totale disillusione e a stracciare la mia tessera elettorale.

Cari laici, stiamocene a casa. Lasciamo perdere e diciamocelo pure chiaramente: hanno vinto gli altri.

Se dobbiamo dividerci allora tanto vale che lo facciamo onanisticamente sul web, oppure facendo una partita a carte o a monopoli. Ma non disturbiamo il “Manovratore”, peccarità !

Chi scrive, ovviamente, è un disilluso abbastanza annoiato da queste divisioni.

Chi scrive crede, diversamente, nel “sincretismo progettuale”, ovvero nella possibilità di far coesistere storie e culture anche diverse, ma unite su un elenco di punti programmatici laici, libertari, civici.

Allorquando il Sacro si fonderà con il Profano, armoniosamente, allora un piccolo spazio per la Civilità dell'Amore e della Libertà, nascerà. Diversamente prevarranno solo le divisioni ideologiche e gli sterili onanismi intellettuali.

Ma quanta acqua dovrà passare sotto ai ponti ? Chi scrive non lo sa e non è nemmeno ottimista.

Seguitiamo ad osservare e a proporre, alla finestra degli “a-socialnetwork”.


Luca Bagatin

Pubblicato il 21/8/2013 alle 13.22 nella rubrica ARTICOLI.

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