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Erotismo e pornografia nella cultura e nell'arte



Nell'edizione 2013 di Pordenonelegge si è finalmente sdoganato uno di quei temi giudicati – dai più – alquanto “pruriginoso”, per quanto ormai entrato nel vocabolario e nella comune fruizione, ovvero l'erotismo, la pornografia e tutto ciò che ne consegue.

Abbiamo pertanto avuto occasione di incontrare Luca Beatrice, critico d'arte torinese il quale, con il saggio “SEX. Erotismi nell'arte da Courbet a Youporn”, propone un excursus ricco di aneddoti che, dal 1866 ai giorni nostri, dimostra come l'erotismo e la pornografia siano parte integrante dell'Arte universale.

Nel 1866, come spiega Beatrice, l'artista Gustave Courbet, fu il primo a sdoganare il nudo femminile, con il suo dipinto “L'origine du mond” oggi esposto al Museo d'Orsay di Parigi. Allora, ad ogni modo, Courbet lo dipinse unicamente su commissione di un collezionista turco, che, successivamente lo vendette e finì, nei primi del '900, persino nello studio dello psicanalista Lacan, il quale lo custodì proteggendolo alla vista dei più con un apposito pannello e si dice lo mostrasse unicamente agli amici più intimi.

Ci volle, dunque, almeno un secolo affinché il dipinto di Courbet divenisse patrimonio dell'arte francese e la nudità femminile perdesse quell'aspetto di “oscenità” nel quale era stata relegata.

Che cosa, ad ogni modo, differenzia “L'origine du mond”, che ritrae, in tutta la sua bellezza ed evidenza, un pube femminile, da un'immagine pornografica ? Luca Beatrice lo spiega semplicemente così: il dipinto di Courbet non è sprovvisto di cornice ! E sarà proprio questo che, nel corso del '900, incoraggerà gli artisti di tutto il mondo a sdoganare il sesso nell'arte, a partire da artisti come il celebre Picasso.

Sarà ad ogni modo nel '68 che le donne diventeranno vere e proprie protagoniste dell'arte erotica, non più modelle, ma utilizzatrici loro stesse del proprio corpo in maniera esplicita al punto che negli Anni '70, il film “Gola Profonda” interpretato da Linda Lovelace, darà vita alla vera e propria Body-Art femminista e dunque alla filmografia erotica, pornosoft e successivamente pornografica, prima negli USA e successivamente in Italia, ove saranno censurati film come “Ultimo tango a Parigi” di Bertolucci e “Salò” di Pier Paolo Pasolini, che sarà reso visibile integralmente solo alla metà degli Anni '80.

In Italia Tinto Brass sarà, dopo i suoi western all'italiana, il primo capostipite del cinema pornosoft e, negli Anni '80, fotografi come Robert Mapplethorpe racconteranno aspetti della cultura omosessuale ed omoerotica che, sino ad allora, erano rimasti sconosciuti in quanto “vietati” dalla cultura perbenista.

Veri protagonisti degli Anni '80 in chiave erotica e pornografica – come ricorda anche Luca Beatrice nel suo saggio - saranno ad ogni modo Riccardo Schicchi ed Ilona Staller che inventeranno un nuovo modo di fare pornografia, ovvero la renderanno popolare, facendo cadere il cosiddetto “senso del pudore” allora ancora molto diffuso. Ilona Staller e Moana Pozzi, infatti, saranno le prime pornostar ad andare nei talk show più popolari e a dialogare con il pubblico. Aggiungiamo, anche se Luca Beatrice se ne è purtroppo dimenticato, che Ilona e Moana saranno anche le prime pornostar del mondo a fare politica, candidandosi in prima persona e, aspetto fondamentale, a porre l'erotismo, la sessualità e la libertà sessuale al centro del dibattito socio-politico.

Luca Beatrice inserisce fra gli artisti dell'eros anche Jeff Koons, ex marito di Ilona, il quale negli Anni '90 scandalizzò il pubblico della Biennale di Venezia con l'esposizione di “Made in Heaven”, ovvero foto nel quale era ritratto mentre faceva sesso esplicito con la pornodiva ungherese. Per quanto le foto, ricordiamolo, siano state scattate da quel gran geniaccio che era Riccardo Schicchi, recentemente scomparso nel silenzio più totale di quell'intellighenzia culturale e politica che, proprio per la sua intelligenza trasgressiva, mai lo aveva amato.

Negli Anni '90, come ricorda Beatrice, nascono anche le primi correnti artistiche che fanno del sensazionalismo la loro prima ragione d'essere ed anche qui il sesso è uno dei motori cardine di tale forma d'arte. Dagli Anni '90 all'avvento del web il passo è breve al punto che oggi la pornografia non è più un tabù ed è fruibile da tutti attraverso canali tematici quali ad esempio Youporn.

L'asticella dell'osceno - conclude Luca Beatrice - si è dunque alzata.

Ciò è un bene ? Ciò è un male ? E' un segno dei tempi diremmo noi che, pur ben felici del fatto che siano venuti a cadere molti tabù, riteniamo, a differenza di Luca Beatrice, che la strada sia ancora tutta in salita.

Oggi è facile, molto facile, accedere ai contenuti pornografici, ma da qui ad avere una sana idea della sessualità e dell'affettività ce ne corre. E' molto facile clikkare su un filmato pornografico in rete oppure leggere l'ultimo romanzo di Erika Leonard, più difficile è stimolare la propria fantasia, nel proprio intimo privato, coinvolgendo la o il possibile partner. Avere il coraggio, insomma, di stimolare i propri sensi più profondi che, inevitabilmente, devono coinvolgere due o, eventualmente, più persone in una comunione, appunto, di amorosi sensi.

In questo senso il dipinto di Courbet o le foto artistiche di Ilona Staller, Ursula Davis e Moana Pozzi, ci sembrano stimolare molto più l'immaginario erotico e spirituale, rispetto all'ultimo filmino di Sasha Gray che, all'immaginazione ed al coinvolgimento, lascia francamente ben poco.


Luca Bagatin (nella foto con Ilona Staller, Ursula Davis ed il celebre cagnolino di Riccardo Schicchi, Bijou)

Pubblicato il 21/9/2013 alle 15.52 nella rubrica ARTICOLI.

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