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Intervista esclusiva di Luca Bagatin all'attrice Patricia Vezzuli, protagonista del dramma erotico "La Sottoveste Rossa"

Patricia Vezzuli è una cara amica che intervistammo già alcuni anni fa, ammaliati dalla sua seducente eleganza.

Bravissima attrice milanese, già finalista a Miss Italia del 2001, molto espressiva, con già alle spalle una lunga carriera di interprete teatrale, oltre che televisiva, sia in ruoli comici in sit-com per la tv, sia in ruoli drammatici, in soap soap opera quali "Vivere", ove divenne celebre al grande pubblico interpretando il ruolo di Marianna Ponti.

Oggi, a distanza di alcuni anni da quell'intervista (era la primavera del 2009), Patricia interpreterà, per la prima volta, un ruolo erotico, nel dramma teatrale "La Sottoveste Rossa" del regista Claudio Boccaccini e di Rosario Galli, drammaturgo, sceneggiatore, regista e attore (da ricordare una sua piccola interpretazione nel film "Ginger e Fred" di Federico Fellini, del 1985, sceneggiato dallo scrittore Tonino Guerra).

"La Sottoveste Rossa" andrà in scena al Teatro Belli di Roma del 28 gennaio al 16 febbraio 2014 e noi siamo intanto onorati di avere la possibilità di intervistare, ancora una volta in esclusiva, la protagonista Patricia Vezzuli.

Luca Bagatin: Dunque Patricia, dai ruoli più drammatici del teatro, ma anche delle soap e delle fiction televisive italiane, ad un ruolo erotico, come protagonista de "La Sottoveste Rossa". Quanto è dovuta cambiare Patricia per calarsi nella parte ?

Patricia Vezzuli: La Sottoveste Rossa rappresenta per me una sfida artistica notevole. Durante lo spettacolo sono sempre in scena e per la maggior parte del tempo interagisco con una voce esterna. Quando lessi il testo per la prima volta me ne innamorai subito e ora avere la possibilita’ di farlo mi da’ molta soddisfazione, ma è anche una grande responsabilità. Il mio personaggio è pieno di sfaccettature e subisce cambiamenti profondi che lo portano ad essere tante donne diverse nel corso della storia. Inutile dire che trovo tutto questo molto stimolante.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci la trama del dramma di Rosario Galli e tratteggiarci, per sommi capi, gli interpreti principali ed i loro ruoli ?

Patricia Vezzuli: E’ la storia di un’ attrice di nome Clelia che sta aspettando di sostenere un provino. Dopo attese interminabili si ritrova sola ad aspettare e spazientita decide di andarsene. In quel momento la voce del regista - che sarà interpretato dall’ attore e doppiatore Angelo Maggi- irrompe sulla scena e tutto cambia…Inizia un dialogo serrato e tra i due e cominciano ad accadere diverse cose, una donna algida e misteriosa di nome Evra compare improvvisamente davanti a Clelia e…e di più non si può dire ma ci saranno molte immagini suggestive ed intriganti….


Luca Bagatin: Dalla locandina de "La Sottoveste Rossa" si evince che reciterai completamente nuda. Hai avuto qualche imbarazzo ?

Patricia Vezzuli: Ho sempre avuto un bellissimo rapporto col mio corpo, quindi la nudità non ha mai creato in me alcun imbarazzo. Non credo che sentirsi a proprio agio dipenda dall’abito che si indossa. In un preciso momento dello spettacolo sarò nuda per esigenze di copione, ma sarà anche un momento estremamente drammatico.


Luca Bagatin: Che cos'è l'erotismo per te, oggi ? Può essere ancora oggi uno strumento per rompere i tabù, ovvero andare oltre la censura, il comune senso del pudore ?

Patricia Vezzuli: Considero erotico tutto ciò che stimola il desiderio e la fantasia sessuale. L’erotismo è una sessualità vissuta più a livello cerebrale che carnale. Anche uno sguardo o un semplice gesto può avere una valenza erotica potente. Per quanto riguarda il concetto di pudore è difficile stabilire quale sia il comune senso del pudore nella nostra società. Che cosa è scandaloso ? Cosa si può considerare immorale ? Per quanto mi riguarda la mia risposta è senza dubbio “la meschinità”.


Luca Bagatin: Ne "La sottoveste rossa", se non erro, il tuo antagonista è il "Regista". Un regista voyeurista che osserva l'attrice esibirsi, osservandola attraverso delle telecamere nascoste. E' un po' la metafora del Grande Fratello, sia di orwelliana memoria che quello televisivo, intendo ?

Patricia Vezzuli: Ovviamente in questo dramma la componente voyeuristica è predominante e sì, in un certo modo rispecchia una caratteristica ormai molto presente nelle nostre vite. Personalmente trovo triste che molte persone abbiano rinunciato a vivere la propria vita da protagonisti assumendo un atteggiamento passivo rispetto ad essa. Credo che il voyeurismo imperante ci abbia fatto perdere il senso della realtà e abbia danneggiato notevolmente i rapporti umani.

Luca Bagatin: Il finale sarà a sopresa....qualche possibile anticipazione ?

Patricia Vezzuli: Non posso anticipare nulla….ma posso dire che ci sarà un colpo di scena finale che rimetterà in discussione tutta la storia e….e poi venite a TEATRO !!!!!


Luca Bagatin

Pubblicato il 21/10/2013 alle 14.52 nella rubrica ARTICOLI.

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