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Il coraggio di sognare: Hugo Pratt fra avventura e mistero

Hugo Pratt, allorquando nel 1967 ideò il personaggio di Corto Maltese, ebbe il coraggio di sognare.

Il coraggio di sognare il viaggio, il cammino dell'uomo senza bandiera, senza ideali precostituiti, senza porti sicuri ove rifuguarsi. Il coraggio di rappresentare un eroe-antieroe libertario, che anticiperà quelli che, decenni dopo, diventeranno classici del fumetto moderno quali Dampyr e Dylan Dog.

Hugo Pratt e Corto Maltese sono spesso raccontanti dai saggi del prof. Luigi Pruneti, scrittore ed attuale Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, oltre che appassionato di fumetti e di letteratura del fantastico.

Ne “Il coraggio di sognare – Hugo Pratt fra avventura e mistero”, Pruneti ha voluto raccogliere in un unico volume edito da Tipheret, gli atti di due convegni, tenutisi rispettivamente a Forlì nel maggio 2013 ed a Pesaro nel 2010, dedicati al fumetto ed alla figura di Corto Maltese.

Convegni presentati dall'amico Pietro Caruso, già direttore della rivista Il Pensiero Mazziniana, ed alla presenza di studiosi del fumetto, della letteratura d'avventura e di viaggio.

Un saggio, “Il coraggio di sognare”, che attraverso i racconti dei relatori, ci racconta la vita e l'opera di Hugo Pratt, nato a Rimini da un padre di origini inglesi e da una madre veneziana, la cui vita fu una continua avventura, un continuo spostamento da un capo all'altro del globo terrestre. E ci racconta della sua collaborazione al Corriere dei Piccoli e le sue celebri opere che ebbero come protagonista il suo Corto: da “Corte sconta della arcana” a “Favola di Venezia”, passando per “La casa dorata di Samarcanda” sino alle più recenti collaborazioni con l'amico ed allievo Milo Manara ne “Tutto ricominciò con un'estate indiana” e “El Gaucho”.

Corto Maltese, un libero marinaio, un po' come fu Hugo Pratt, alla ricerca dell'arcano, del mistero e dell'esoterico. Una ricerca che porterà l'autore a farsi iniziare alla Massoneria della Gran Loggia d'Italia presso la Loggia Hermes di Venezia nel 1976, a cinquant'anni di età, raggiungendo, pochi anni prima di morire, il Quarto Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato, esperienza di cui per molti versi racconterà nelle tavole di “Favola di Venezia”.

“Il coraggio di sognare” racconta di questo ed analizza gli aspetti culturali e misteriosi del fumetto, ingiustamente ritenuto semplice strumento di sottocultura ed in realtà di grande valore al pari di un saggio, di un'opera teatrale e/o cinematografica ed è davvero una delle poche opera edite in Italia ad affrontare i significati più reconditi dell'opera di Hugo Pratt.

Vorrei concludere con un piccolo inciso, a proposito di Hugo Pratt, che purtuttavia è sfuggito ai relatori dei convegni relativi alla sua opera.

E' un aspetto purtroppo poco conosciuto, che però anni fa quando vidi il film non mi sfuggì. Sto parlando della presenza di Hugo Pratt quale attore nel film noir di Giancarlo Soldi “Nero” del 1992, ovvero tre anni prima della morte di Pratt.

“Nero” è tratto dall'omonimo romanzo noir di Tiziano Sclavi, autore del fumetto Dylan Dog e Pratt nel film recita la parte del commissario di polizia Straniero.

La presenza nel film di Hugo Pratt è fondamentale, in quanto segna il passaggio del testimone fra l'antico eroe Corto Maltese - il marinaio viaggiatore senza bandiera - ed il nuovo eroe degli anni '90 e 2000 Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo pieno di paure e fobie, ma capace di risolvere le angosce delle persone che a lui si rivolgono, in quanto capace di ascoltare il prossimo. E si noti, nel film, come le pareti dell'appartamento dei protagonisti - Federico e Francesca - siano abbellite da stampe tratte proprio dai fumetti di Pratt e Sclavi.

Un piccolo cameo che, per gli amanti del fumetto d'avventura e noir, non può certo mancare.


Luca Bagatin

Pubblicato il 26/11/2013 alle 7.46 nella rubrica ARTICOLI.

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