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Alice

Alice, classe 1977, due anni più di me, blogger.

Non so bene come le nostre vite si incrociarono, ormai dieci anni fa, sulle pagine dei nostri rispettivi blog.

Non so bene perché, a distanza di tanto tempo, mi sia tornato alla mente uno scritto, un post che mi dedicò.

Non dico che l'avevo dimenticato, ma si era sedimentato dentro di me, fra le brutture di quest'esistenza.

E' uno scritto che, a distanza di tanto tempo, mi dà forza.

E non riesco a credere che una donna l'abbia scritto per me e che una donna si chieda, alla fine, se io sia vero oppure no.


Luca

E' inutile che strabuzzi gli occhi, e ti accarezzi la barba come a capire che succede... Succede poco, o insomma, succede che sei come una lama. E che certi giorni, certe notti... ma è più bello quello che non si dice. Giusto? Sei un pò come un cavaliere, senza macchia e senza paura (come mi hai scritto tu). Gli uomini che catturano il mio interesse sono pochi. O meglio nulli. Banali, ripetitivi, volgari e maleodoranti. Epperò.. tu, mi sembri l'opposto.

Infatti. Infatti.. che ci fai tra i miei pensieri all'alba di un pomeriggio melenso, tra te alla cannella e pasticcini al cioccolato? Che vuoi da me quando, mentre sto per dormire... ti vedo sai? Aggrappato al balcone, con un fazzoletto in mano...

Mi piace il tuo cervello. Ecco, tu non sei un uomo. Sei un'essenza velata di cose, ideali, sogni e lotte. Tutto ciò per cui io vivo e ansimo.

Ma sei vero?   


Alice, 1 dicembre 2004

Pubblicato il 15/3/2014 alle 14.48 nella rubrica Diario.

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