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"Incidenti": monologo by Baglu

Un incidente.

Due incidenti.

La vita è lastricata di incidenti, purtroppo.

Ma non sempre o per tutti è così.

E' crudele se un incidente accade ad una persona che non conosci, ad una ragazza giovane, bella, sicuramente intelligente e piena di prospettive presenti e future.

Un incidente, specie se grave e che potrebbe compromettere molto della vita di questa persona, riesce a sconvolgerti. Specie se, l'incidente, riguarda indirettamente anche una donna a te cara.

Mi sembra di scrivere sempre un mucchio di banalità, epperò mi aiuta a sfogarmi. A comprendere e ad accettare meglio le crudeltà dell'esistenza.

Crudeltà.

Tutto potrebbe essere spiegato dal karma. Studio da anni filosofia e spiritualità orientale ed occidentale. Dovrei saperle queste cose, ma, chissà perché, non sono mai riuscito ad accettarle sino in fondo.

Anche quando morì il padre di Lei, nell'aprile del 2010. Ricordo ancora quegli abbracci, fra noi, a due passi dalla camera mortuaria. Ed io a spiegarle del karma. Del fatto che l'anima di ciascuno di noi sceglie il suo percorso e che tale percorso è utile alla sua evoluzione spirituale.

Se c'è una cosa che mi hanno insegnato, in famiglia, sin da bambino, è che la sofferenza va evitata. Affrontata, sì, ma, se possibile, evitata sempre. E, in questo senso, questa cosa del karma (alla quale mi appassionai pur sin da ragazzino), mi ha sempre dato un certo fastidio.

La vita andrebbe goduta, sperimentata, vissuta, con leggerezza, con pienezza, senza fastidi, sofferenze, incidenti. E soprattutto questi dovrebbero capitare solo a coloro i quali li meritano davvero: subito e in questa vita !

No, non funziona così. Ecco che mi inalbero e finisco per andare fuori tema e sviluppare quel senso di vendetta atavico che non serve a nulla.

Non in questo caso, almeno.

Sono fiducioso.

Questa non è la classica frase di circostanza, ma una cosa alla quale credo davvero.

Domani, o nei prossimi giorni, lei starà meglio. Avrà ancora il suo braccio, tornerà a casa e vi riabbraccerete.

No, non è un happy end tanto auspicato, ma una sensazione che ho nel cuore e che coincide anche con il lieto fine auspicato da tutti. Anche da coloro i quali non ti conoscono.

Non so se mi posso permettere di sbagliare. Non voglio sbagliarmi.

Voglio che, almeno per una volta, sia evitata una crudeltà inutile.


Pubblicato il 31/3/2014 alle 14.2 nella rubrica RACCONTI.

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