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Intervista di Luca Bagatin a Serena Marzucchi, avvocato, blogger ed ex concorrente di "The Apprentice"

Serena Marzucchi, classe 1979, toscana di Siena. Vive a Roma da dieci anni ed esercita la professione di avvocato nell'ambito di un'Autorità indipendente ove scrive norme a tutela dei diritti dei consumatori, oltre che gestisce l'ironico blog www.lifeacrobat.com (ove ultimamente parla con arguzia della vera o presunta tirchieria degli uomini...).

Serena è ormai conosciuta da molti per aver partecipato quale concorrente al programma televisivo “The Apprentice”, in onda su Sky e condotto da Flavio Briatore. Un vero e proprio colloquio di lavoro, con tanto di prove pratiche, attraverso le quali Briatore seleziona, fra i candidati, chi andrà a ricoprire la carica di suo collaboratore di fiducia nell'ambito della sua azienda, la Billionaire Holding.

Serena mi ha subito incuriosito per due motivi. E' una donna di ottima cultura ed il suo approccio e lavoro è orientato verso i sociale ed i diritti dei consumatori. Ciò la rendeva assolutamente alternativa rispetto agli altri concorrenti e per tale ragione le ho voluto proporre questa intervista.


Luca Bagatin: Innanzitutto mi piacerebbe sapere chi è davvero Serena Marzucchi. Come ti definiresti ?

Serena Marzucchi: E' sempre difficile definirsi, ma cercherò di riassumerti me stessa in tre parole: poliedrica, ottimista e orgogliosamente imperfetta !


Luca Bagatin: Orgogliosamente impertefetta ?

Serena Marzucchi: Certo ! Vorrei sempre fare tutto e di tutto, ho molti interessi e vorrei riuscire a fare tutto bene. Purtroppo spesso non ci si riesco. Sono una mamma, con due figlie e, oltre a loro ho un lavoro che mi impegna moltissimo. Faccio sempre i salti mortali e questo mi gratifica ! Non amo le “etichette”, i percorsi obbligati, il fatto che se sei madre e moglie ti debba per forza precludere il resto della vita.


Luca Bagatin: Che cosa ti ha spinta a partecipare a “The Apprentice” ?

Serena Marzucchi: Ho avuto due gravidanze, una di seguito all'altra. Volevo andare oltre i miei limiti. Sono andata ai provini del programma e sono riuscita a far cadere una delle tante etichette che volevano affibbiarmi: sei madre e funzionario pubblico e quindi perché partecipi ad un programma televisivo ? Alle fine, contro ogni possibile previsione, sono stata presa ! E sono anche arrivata quasi in finale !


Luca Bagatin: Fra i concorrenti a “The Apprentice” tu eri decisamente la persona meno legata al mondo del “business”, ovvero – come abbiamo detto - con un approccio più orientato verso il sociale ed i diritti dei consumatori. Pensi che ciò ti abbia favorita o penalizzata ?

Serena Marzucchi: Il lavoro che svolgo, ovvero la policy maker presso un'Autorità indipendente, non è certamente orientato al business, anzi. La mia idea, infatti, era di portare la logica dei diritti del consumatore all'interno dell'azienda di Briatore, proprio perché i consumatori non sono dei fessacchiotti. Quando il prodotto che vendi è privo di qualità i consumatori finiscono per rivolgersi altrove, ovvero ad altre aziende. Sono per la sostanza, più che per l'esteriorità. Ciò, purtroppo, nella logica del programma non ha pagato. Ma sono orgogliosa comunque di averci provato.


Luca Bagatin: Flavio Briatore ti ha definita “fredda”, “poco sorridente”, che cosa rispondi in merito ?

Serena Marzucchi: L'ambiente di “The Apprentice” era troppo competitivo e poco rilassante. Io poi ero così concentrata sul lavoro che dovevo svolgere, ovvero sulle varie prove pratiche del programma, che non mi sembrava il caso di sorridere. In questo senso non sono stata “vittima” delle logiche televisive.


Luca Bagatin: Che cosa consiglieresti ad una persona giovane che oggi, per la prima volta, si affaccia al difficile mondo del lavoro (o, meglio, del sempre più diffuso “non-lavoro”) ?

Serena Marzucchi: Penso che il primo consiglio che potrei dare ai giovani sia quello di iniziare a lavorare il prima possibile ed accettare qualsiasi tipo di lavoro, anche eventualmente umile. Anche lavorare durante gli studi può essere la cosa migliore. Io stessa ho iniziato a lavorare presto, a 22 anni. Trovo che il lavoro sia utile e gratificante, non tanto per una ragione economica, quanto piuttosto in quanto può essere uno dei modi per essere utili alla società. Vedo invece ragazzi che hanno 30 anni che non hanno mai lavorato un solo giorno in vita loro e rimango allibita. E' poi importante non trincerarsi dietro la scusa del “non trovo lavoro in quanto non sono raccomandato”. Certo, purtroppo è vero, le raccomandazioni ci sono. Però sono convinta che l'impegno premi sempre e comunque. E' necessario essere ottimisti. Quindi: niente scuse !


Luca Bagatin: Sei un avvocato che lavora per un'Autorità indipendente. In che cosa consiste, in concreto, il tuo lavoro ?

Serena Marzucchi: Lavoro come policy maker presso l'IVASS-Banca d'Italia. Ovvero scrivo norme e regolamenti nell'ambito del settore assicurativo a tutela dei diritti dei consumatori. Tutti pensano che le leggi si scrivano solamente in Parlamento ed invece talvolta se ne occupano anche le Authorities.


Luca Bagatin: In una delle prove che hai sostenuto in “The Apprentice” il giornalista economico Alan Friedman ha definito la categoria a cui appartieni, ovvero quella degli avvocati: “una lobby più potente dei tassisti di Roma”. Ti rispecchi in questa definizione ?

Serena Marzucchi: Gli avvocati sono una lobby, è vero. Ma ciò non ha nulla a che vedere con il mio lavoro. Le Authorities, infatti, dialogano con le lobby e con le associazioni di categoria. Il problema dei legislatori in Parlamento, in effetti, è che spesso non dialogano per nulla o non dialogano abbastanza con la società e/o con le associazioni di categoria. Cosa che cerchiamo, invece, di fare noi.


Luca Bagatin: Pensi di utilizzare la popolarità acquisita e, soprattutto, le tue competenze professionali, per progetti di rilevanza sociale e, perché no, magari anche culturale ? Quali sono le tue prospettive future ?

Serena Marzucchi: La politica è sempre stata, sin da giovanissima, il mio interesse più grande. Ero un'iscritta ai Democratici di Sinistra. Poi me ne sono distaccata in quanto non ero d'accordo con i vertici. Oggi, ad ogni modo, le cose stanno cambiando e ciò sta riaccendendo in me una certa passione politica. Mi auguro ad ogni modo che il diffuso malcontento nei confronti della politica si diradi. Mi soffermo spesso a pensare al fatto che il 60% delle persone vada a votare quasi a caso. Sarà che sin da ragazzina mi hanno insegnato ad avere una coscienza politica, ovvero a pensare che ogni atto, dall'andare al lavoro, dal portare i bambini a scuola, al chiacchierare sia, nel suo piccolo, un atto politico.


Luca Bagatin: Per concludere mi piacerebbe sapere com'è nata l'idea di Lifeacrobat, a partire proprio dal nome del tuo blog e quali sono le cose di cui, prevalentemente, ti piace scrivere.

Serena Marzucchi: Lifeacrobat, sin sal suo nome, vuole significare il fatto che le donne di oggi sono una sorta di acrobati che, come me, si trovano a dover gestire una vita famigliare ed al contempo lavorativa, oltre che sociale. Ed in tutto ciò ci rifiutiamo di avere etichette, ruoli precostituiti, imposti da chissà chi.

Il mio blog vuole, in questo senso, presentare la mia ottica. Io ho una vita normale, purtuttavia il mio approccio mi fa vedere la mia vita in modo eccezionale. Questo, insomma, il mio messaggio da inguaribile ottimista !


Luca Bagatin

Pubblicato il 23/6/2014 alle 13.17 nella rubrica ARTICOLI.

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