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"Amore e Libertà” è l'unico partito di sinistra oggi in Italia (e, perché no, anche in Europa)

Amore e Libertà” è l'unico partito di sinistra oggi in Italia (e, perché no, anche in Europa)

Eh sì, avete letto bene: "Amore e Libertà" (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it) - che non è un partito nel senso elettoralistico del termine - è l'unico partito di sinistra - pur non essendo di sinistra, ma di centro o, meglio, di estremo centro - in Italia. E, perché no, anche in Europa.

Come abbiamo più e più volte scritto, da lungo tempo i partiti cosiddetti "socialisti" europei hanno rinunciato a difendere la classe lavoratrice ed a porsi dalla parte dei popoli. I vari rappresentanti della "social-Burocrazia" europea hanno infatti preferito accodarsi all'obamismo, ovvero all'asservimento alle Banche Centrali (BCE e FED) ed ai relativi interessi dell'economia, della grande impresa e dello Show Business, oltre che delle guerre contro altri popoli, facendole passare per "lotta al terrorismo" o “interventi umanitari”. Tartassando e penalizzando i cittadini europei, sempre più alle prese con una disoccupazione endemica.

"Amore e Libertà", che, come abbiamo scritto, non è un partito, ma un pensatoio (anti)politico e (contro)culturale, sin dalla sua nascita, nel maggio 2013, si è posto come obiettivo l'ambiziosa ricerca della Civiltà dell'Amore, ovvero la ricerca di un'alternativa non-ideologica all'attuale politica fatta di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

In questo senso, "Amore e Libertà", che ha per simbolo un'eroina dimenticata morta a soli 28 anni per l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto (la Repubblica Romana), ovvero Anita Garibaldi, è schierato all'estremo centro del panorama politico, perché al centro c'è l'individuo. Ed in questo senso non ambisce a presentarsi alle elezioni politiche, bensì a superarne il sistema, tutt'altro che democratico, attraverso un recupero dell'Agorà greca, ove tutti i cittadini possano concorrere alla co-gestione del potere. O, meglio, del non potere.

In questo senso, fra i punti del nostro manifesto d'intenti vi sono i seguenti aspetti:

- socializzazione (a fini autogestionari) delle imprese ex pubbliche o municipalizzate o pubblico/private quali Eni, Telecom Italia, Trenitalia, Rai Tv ecc... ed una conseguente autogestione delle medesime da parte di tutti i cittadini italiani attraverso l'azionariato popolare e la possibilità dei medesimi di partecipare, oltre che agli utili di dette imprese, anche alle decisioni aziendali medesime. Niente più intervento Statale e niente più intervento privato-padronale

Amore e Libertà crede inoltre nella possibilità che le singole intelligenze possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia. In questo senso Amore e Libertà trova interessante il sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni, oppure, proprio come avveniva nell'Antica Grecia, fra i maggiori di 30 anni.

Amore e Libertà si pone, come obiettivo di massima, la fondazione di un'Internazionale dell'Amore, che vada a recuperare gli ideali della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 promossa allora da mazziniani, garibaldini, anarchici e socialisti e vada a sanarne le divisioni storico-politiche.

Amore e Libertà ritiene che anteporre l'economia al sentimento ed all'umanità significhi ancora una volta seguitare a dare credito al sistema monetario internazionale, al sistema politico dei governi e dei parlamenti, al sistema delle tasse e delle imposte che ingrassa solamente il sistema politico (senza garantire alcun effettivo servizio), al sistema della pubblicità e di un mercato delle vacche che ha reso gli individui merci di scambio, invece che persone affratellate, che potrebbero vivere felici del loro lavoro, cooperando, barattando beni e servizi, approfondendo lo studio delle scienze umane, alla ricerca di nuove tecnologie non già da commerciare, bensì da condividere, senza costi per nessuno.

In questo senso possiamo dire di essere un partito nel senso Ottocentesco del termine, come lo furono il Partito d'Azione di Mazzini e Garibaldi e come lo fu il Partito Comunista di Marx ed Engels: gruppi di pressione, pensatoi di attivisti per l'emancipazione sociale e civile.

Ed in questo senso, fra il marasma dell'Italia d'oggi guidata da un leader che va a ledere i diritti civili e sociali dei cittadini e quello dell'Europa guidata dalla Merkel e soggetta alle scelte di Obama, siamo l'unico partito di sinistra oggi presente. Ovvero l'unico partito per l'emancipazione sociale e civile dell'individuo. Che, come tale, merita di essere al centro.


Luca Bagatin
Presidente e fondatore di "Amore e Libertà"

Colgo l'occasione per riportare, integralmente, l'articolo che scrissi il 24 giugno scorso, a proposito del messaggio di emancipazione sociale di "Amore e Libertà":



Mazzini contro Marx ed il nuovo messaggio di emancipazione sociale proposto da
"Amore e Libertà"

Articolo di Luca Bagatin



Oggi nessuno più ci pensa. Tutti presi dagli smartphone o come cappero si chiamano.

Tutti presi a parlare di crisi, meglio se se ne parla nei cosiddetti “social”, che di sociale non hanno proprio nulla.

Di sociale, in effetti, su un piano pragmatico e serio parlavano quelli della Prima Internazionale dei Lavoratori, fondata nel 1864 e che vedeva uniti socialisti, anarchici e repubblicani.

Ovvero vedeva uniti i seguaci di Karl Marx, di Michail Bakunin e di Giuseppe Mazzini.

Tre correnti diversissime fra loro ma unite dall'ideale di emancipazione sociale.

Nella fattispecie le due correnti maggiormente contrapposte erano quelle dei mazziniani e dei marxisti, specie in Italia.

Giuseppe Mazzini guardava alla democrazia, alla repubblica, all'unione fra capitale e lavoro.

Karl Marx e Friedrich Engels, invece, guardavano al socialismo scientifico (non già umanitario), alla socializzazione dei mezzi di produzione, alla lotta di classe.

Mazzini scrisse, non a caso - contrapponendosi al “Manifesto del Partito Comunista” del 1848 - i “Discorsi sulla democrazia in Europa”. Egli non credeva alla “società dei castori” - come amava ricordare - propugnata dai marxisti. Egli guardava alla democrazia, all'umanità.

Mazzini, molto più di Marx, guardava ad un sentimento come l'Amore. Un Amore quasi religioso, anche verso Dio, oltre che verso il Popolo.

Marx, diversamente, era un filosofo, un economista, un materialista e, per quanto corrette potessero essere le sue analisi, ciò che mancava a Marx era una visione sentimentale e spirituale, oltre che umanista della Storia, in luogo di una visione meramente scientifica ed economicistica.

Non si può governare senza amore, anche se la maggioranza dei governi si fonda sulla mancanza d'amore. Mazzini lo sapeva, Marx lo ignorava.

Garibaldi lo sapeva, Engels lo ignorava.

Mazzini e Garibaldi erano due teosofi. Conoscevano Madame Blavatsky e la stimavano. Addirittura la arruolarono nelle loro fila.

Giuseppe Garibaldi, addirittura, prima di definirsi repubblicano, era socialista sansimoniano, ovvero aveva una visione cristiana di quel tipo di socialismo – diffuso da Henri de Saint-Simon - che mirava alla diffusione dell'amore per il prossimo.

Non è un caso che, la prima rivoluzione nonviolenta e dell'amore sia stata attuata da Gandhi in India, nel Novecento, il quale si ispirò a Mazzini ed ai suoi “Doveri dell'uomo”.

Marx, diversamente, di strada ne aveva da percorrere per comprendere che la rivoluzione andava fatta prima di tutto all'interno dell'animo umano. E la vera rivoluzione è prima di tutto evoluzione dell'anima, non già lotta fra classi, conflitto, ma unità nella diversità.

Mazzini, nel 1853, fondò ad ogni modo il Partito d'Azione. Un partito di attivisti, non già un partito di potere. La medesima cosa faranno Marx ed Engels, teorici del Partito Comunista che, alla fine dell'Ottocento, ispirerà i primi partiti socialdemocratici d'Europa (non ancora comunisti, si badi bene !).

Mazzini ispirerà il Partito Repubblicano del 1895 e, successivamente, durante il fascismo, le brigate partigiane antifasciste Giustizia e Libertà ed il successivo Partito d'Azione che ben presto si dividerà in sostenitori del Partito Radicale di Mario Pannunzio e del Partito Repubblicano Italiano di Ugo La Malfa. Giuseppe Garibaldi, invece, ispirerà prima il Partito Socialista Italiano dal 1948 (compresa la breve parentesi frontista) sino alla morte di Bettino Craxi, oltre che ispirerà il piccolo Partito dell'Amore di Moana Pozzi, fondato nel 1991 con intenti tutt'altro che goliardici e gaudenti e tutt'ora presente nel panorama politico – per quanto non si presenti più alle elezioni politiche – e oggi guidato da Mauro Biuzzi.

Purtuttavia Mazzini (e men che meno Garibaldi) mai aveva in mente di fondare un mero partito per la gestione del potere !

Egli parlava agli operai d'amore e di spiritualità. Di Repubblica, ma non della Repubblica dei Partiti, bensì della Repubblica del Cuore. La stessa cosa faceva Giuseppe Garibaldi, assieme alla moglie Anita, la prima eroina della Storia moderna a morire – in terra a lei straniera - a soli 28 anni, per la Repubblica Romana. La stessa cosa peraltro aveva fatto Simon Bolivar in Venezuela, nei primi anni dell'Ottocento.

Ecco il grande sogno repubblicano e socialista umanitario e libertario, non marxista.

Ecco il grande sogno che anima anche noi di “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.org) e che propugnamo la Civiltà dell'Amore in luogo della sociatà del piacere, dei media, del danaro e del potere.

Il limite di coloro i quali, nel corso della Storia, non hanno saputo cogliere il messaggio di Mazzini e Garibaldi ed hanno preferito rivolgersi a Marx, è evidente. Anteporre l'economia al sentimento finisce per rendere la società schiava di una lotta fra classi infinita.

Anteporre l'economia al sentimento ed all'umanità significa ancora seguitare a dare credito al sistema monetario internazionale, al sistema politico dei governi e dei parlamenti, al sistema delle tasse e delle imposte che ingrassa solamente il sistema politico (senza garantire alcun effettivo servizio), al sistema della pubblicità e di un mercato delle vacche che ha reso gli individui merci di scambio, invece che persone affratellate, che potrebbero vivere felici del loro lavoro, cooperando, barattando beni e servizi, approfondendo lo studio delle scienze umane, alla ricerca di nuove tecnologie non già da commerciare, bensì da condividere, senza costi per nessuno.

Giuseppe Mazzini, a differenza di Marx, parlò per primo, nell'ambito della Prima Internazionale dei Lavoratori, di interlcassismo. Ma l'interclassismo è niente senza la cooperazione e alla base di questa o vi è libertà ed emancipazione ed amore fraterno che unisce gli individui oppure non vi è nulla.

Vi è barbarie. Vi è prevaricazione. Vi è potere, danaro, mercificazione.

Questo il messaggio del nostro movimento (anti)politico “Amore e Libertà”, che non è un partito politico nel senso classico, bensì è un partito nel senso ottocentesco del termine. E' una tendenza politica o, meglio (anti)politica, come lo era il Partito d'Azione di Mazzini, che si contrapponeva alla realpolitik delle monarchie-oligarchie europee. Non vuole gestire il potere, ma far capire agli individui che è possibile vivere senza di esso. Che è possibile, forse, vivere anche senza danaro, senza rapporti mercificatori, se si permette ai rapporti umani – ovvero all'Amore - di trionfare.

Ciò può sembrare un discorso utopistico ma non lo è. Non diciamo nulla di nuovo, visto che ciò che diciamo lo dicevano Mazzini, Garibaldi, D'Annunzio dell'impresa di Fiume, Gandhi e prima di loro lo diceva Cristo, Buddha e tutti i Grandi Iniziati del passato.

La chiave dell'alternativa repubblicana e socialista libertaria è l'Amore, non il potere o, meglio, la gestione dello stesso. E' l'autogestione, la condivisione.

Chissà se ci arriveremo mai. La strada è lunga, ma io credo che questa crisi, che prima di tutto è umana-umanitaria, ci sta già costringendo a fare i conti con il nostro presente e quindi con il nostro passato.


Pubblicato il 4/10/2014 alle 12.41 nella rubrica ARTICOLI.

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