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"Non so se sono Charlie. Posso solo dire che sono triste. Perché a prevalere è sempre la stupidità degli uomini" Monologo by Baglu

Sulla questione ho preferito non scrivere nulla e nemmeno dichiarare "Io sono Charlie" o, appunto, "Je suis Charlie".

Io, Charlie Hebdo, sino all'altro giorno, nemmeno lo conoscevo, così come immagino molti altri non ne avessero mai sentito parlare, nel nostro Paese e/o altrove. Mi sarebbe sembrato ipocrita associarmi ad un coro che ho trovato e trovo assai mediatico.

Mi sono sentito vicino alla moglie del direttore ucciso, Stéphane Charbonnier. Mi sono commosso quando lei ha pianto, in televisione. Così come mi sento vicino al dolore di tutte le famiglie che hanno perduto i loro cari a causa di un gesto di profonda violenza e stupidità perpetrato da due balordi in nome di un Dio che credevano, così, di onorare.

Il dolore è intimo e va pertanto rispettato.

Così come va rispettata la satira, che è spesso più seria della cronaca, del mero giornalismo mediatico d'accatto. La satira, lo si è visto, come il dolore, fa riflettere e va sempre a segno.

Ho visto le vignette di Charlie e francamente non solo le condivido, ma mi piace il loro spirito libertario e graffiante. E, una volta di più, penso che le tre Religioni Monoteiste Istituzionalizzate siano da sempre foriere di stupidità, ignoranza, violenza intima. Perché vilipedono lo stesso Dio che dicono, ma solo a parole, di onorare. 


Baglu

Pubblicato il 11/1/2015 alle 16.6 nella rubrica Diario.

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