Blog: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it

Salvador Allende massone: convegno del Grande Oriente d'Italia

Di Salvador Allende si parla sempre troppo poco nel nostro Paese e forse ha ragione il filosofo Gian Mario Cazzaniga quando afferma che ciò è forse dovuto al fatto che i principali partiti della sinistra italiana, PCI in testa, si sono convertiti all'americanismo troppo presto e ciò ha influito negativamente nella memoria storica dei medesimi, influenzandone la cultura nel suo complesso e finendo per far “morire” fugure storiche importanti, come Allende, due volte.

Salvador Allende, che comunista non fu, fu ad ogni modo un socialista, un marxista, un libertario e un massone.

E proprio di questa sua ultima appartenenza tratta il saggio “Allende massone” di Juan Gonzalo Rocha, pubblicato postumo in Italia dalla casa editrice Mimesis e presentato martedì 9 giugno scorso, presso Casa Nathan, a Roma, dalla Massoneria del Grande Oriente d'Italia, alla presenza del Gran Maestro Stefano Bisi, del Gran Bibliotecario Bernardino Fioravanti e degli studiosi Gian Mario Cazzaniga, Raffaele Nocera, del saggista Andrea Mulas e dell'attore Achille Brugnini che ha letto alcuni brani tratti dal volume.

Il Gran Maestro Bisi ha esordito ricordando che Allende non solo abbracciò con entusiasmo gli ideali massonici, ispirato dal nonno, già Gran Maestro della Gran Loggia del Cile e aderì alla Massoneria nel 1935, a 26 anni, ma dichiarò anche che se la sua iniziazione massonica fosse stata incompatibile con la sua iscrizione al Partito Socialista, allora avrebbe subito abbandonato il Partito Socialista, pur rimanendo socialista nel cuore. Parimenti Allende dichiarò anche che se in qualità di massone non avesse potuto essere marxista, allora avrebbe abboandonato la Massoneria, in quanto quest'ultima avrebbe rinnegato il suo spirito di tolleranza.

Il Gran Bibliotecario del GOI Bernardino Fioravanti ha invece voluto introdurre l'argomento tratteggiando la figura di Benjamin Teplitzky, già ministro di Allende ed esponente del Partito Radicale cileno, il quale entrò nella Massoneria del Grande Oriente d'Italia grazie all'amicizia che lo legava ad Ivan Mosca, esponente di spicco della Loggia Montesion all'Oriente di Roma. Teplitzky, peraltro, successivamente fondò in Italia la Loggia Prometeo, sempre appartenente dal GOI, ove iniziò suo figlio Daniele.

Il prof. Nocera ha poi tratteggiato la figura di Allende sotto il profilo della formazione politica, ovvero socialista libertaria, anarchica e marxista, come quella di suo nonno, medico e massone anch'egli. E ha ricordato la sua partecipazione alla fondazione Partito Socialista del Cile nel 1933 e la successiva partecipazione ai governi del Fronte Popolare dal 1938 al 1941 come Ministro della Sanità e delle Politiche Sociali e, successivamente, la sua partecipazione a quattro tornate elettorali alla guida della coalizione di sinistra, la quale passò dal 5% dei primi Anni '50, alla maggioranza assoluta nel 1970, allorquando Allende divenne Presidente della Repubblica del Cile.

Aspetto ricordato dal saggista Andrea Mulas è che il contesto internazionale nel quale si trovava ad operare Allende non era per nulla favorevole. Il Cile di Allende aveva già ricevuto apprezzamenti da parte della Cuba di Fidel Castro e dall'Argentina del presidente peronista Hector Campora, oltre che dallo stesso Juan Domingo Peron. Purtuttavia la cosiddetta “via cilena al socilismo” avviata da Allende - ovvero un programma di riforme in campo agrario, sociale, nell'ambito dei diritti civili (attraverso l'introduzione del divorzio) e del benessere sociale ed economico (attraverso le nazionalizzazioni), senza voler instaurare una dittatura proletaria – era ostile tanto agli USA, i quali attraverso le multinazionali controllavano le miniere di rame cilene, quanto all'URSS che non vedeva di buon occhio l'esistenza di una democrazia di tipo liberalsocialista o radical-socialista in America Latina, che non accettava l'idea di instaurare una dittatura di tipo comunista, sotto il controllo sovietico.

Tutto questo - in particolare l'influenza degli USA attraverso la CIA - assieme all'ostilità della Democrazia Cristiana del Cile e del Partito Nazionale, oltre che della casta militare, contribuì all'avvento del golpe militare dell'11 settempre 1973 guidato dal generale Augusto Pinochet, il quale mise fine alla democrazia in Cile e fu condannato, solo molti decenni dopo, per crimini contro l'umanità.

Il prof. Gian Mario Cazzaniga, infine, ha rammentato che la Massoneria, oltre ad essere profondamente legata alla storia della nascita dell'America Latina, è stata profondamente influenzata - in tale continente - da correnti spiritualiste, deiste, a-cristiane e teosofe, anche di ispirazione socialista (pensiamo all'esperienza del sandinismo, derivante dal rivoluzionario nicaguarese Augusto Sandino, che fu teosofo e massone).

Per volontà del Gran Bibliotecario e del Servizio Biblioteca del Grande Oriente d'Italia è molto probabile, peraltro, che il saggio “Allende massone" sarà ampliato con nuovi documenti e che vi saranno ulteriori convegni relativi alla storia della Massoneria nell'America Latina.

Chi scrive ritiene che ciò non possa che essere un'iniziativa utilissima, in quanto gli ideali massonici di Libertà, Fratellanza e Uguaglianza, enunciati dal conte Alessandro Cagliostro nel XVIII secolo, siano la base per una società rinnovata e rivoluzionaria, così come nello spirito dei popoli latinoamericani che, solo da qualche decennio, stanno cominciando a rivedere la luce.


Luca Bagatin

Pubblicato il 10/6/2015 alle 15.31 nella rubrica ARTICOLI.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web